28
dicembre
2018

Metti un pomeriggio una visita alla Badia di Passignano e…….un tramonto mozzafiato.

Il pomeriggio del 09 dicembre 2018 insieme a Pauline…………una esperta guida turistica di Florence and Tuscany tours, e un nutrito gruppo di amanti dell’arte, abbiamo visitato il complesso monastico della Badia a Passignano. La visita è stata resa possibile dalla disponibilità della comunità monastica che vuol far conoscere e recuperare questo patrimonio artistico attraverso le visite..

L’Abbazia o Badia a Passignano è un monastero della Congregazione vallombrosana situato in località Passignano, nel comune di Tavarnelle Val di Pesa, in provincia di Firenze. L’importanza del monastero sta nell’adozione della regola vallombrosana già nell’XI secolo per opera di San Giovanni Gualberto. Qui morì nel 1073 e qui sono conservate e venerate le sue Reliquie . Più volte distrutto e ricostruito, oggi appare più come un castello che come una comunità monastica. Nell’XI secolo la comunità fu tra le prime ad accogliere la riforma monastica di Vallombrosa, promossa da Giovanni Gualberto, divenendo una delle sedi della lotta contro la simonia (compravendita di cariche ecclesiastiche). La comunità vallombrosana lo ha ricomprato ben tre volte nel corso di X secoli : la prima nel 1050, la seconda nel 1818 dopo la caduta di Napoleone che l’aveva confiscato e l’ultima nel 1986 dopo 114 anni di varie proprietà private. Il complesso monastico appare ancora oggi racchiuso all’interno della cortina muraria quattrocentesca a pianta quadrangolare con torri d’angolo ma sono evidenti le integrazioni neogotiche realizzate alla fine del XIX secolo quando, soppressa la comunità monastica, venne trasformato in una villa.

 

Piazzetta abbaziale con porta d’ingresso al monastero.

 

La Chiesa Abbaziale è dedicata a S.Michele Arcangelo ed è stata quasi interamente ricostruita dalla seconda meta del XVI secolo e internamente affrescata dal Passignano e da Alessandro Allori.

 

Chiesa abbaziale – La Cappella di S.Michele Arcangelo è la maggiore ed è posta al centro. Venne disegnata nel 1598 da Domenico Cresti detto Il Passignano.

 

Chiesa abbaziale – Cappella di San Giovanni Gualberto È posta alla sinistra dell’altare maggiore. In questa cappella è custodito il sepolcro di San Giovanni Gualberto e venne decorata da Alessandro Allori nel 1580. Giovanni Battista Caccini è l’autore della statua in marmo di San Giovanni Gualberto posta sul sepolcro. Il quadro posto all’altare dietro la statua di San Giovanni Gualberto risale al 1709 e raffigura un Allegoria della Chiesa Romana, circondata da angeli, uno dei quali consegna a due monaci la bolla di papa Celestino III che nomina santo Giovanni Gualberto.

 

Chiesa abbaziale – Gli affreschi sono di Alessandro Allori e allievi e furono eseguiti nel 1581. Quelli della parte superiore raffigurano episodi della vita di San Giovanni Gualberto.

 

Chiesa abbaziale -La Ricognizione delle Reliquie di San Giovanni Gualberto di Alessandro Allori

 

 

Chiesa abbaziale – Cappella di San Sebastiano e Sant’Atto . In origine questa cappella era intitolata al solo San Sebastiano ma nel XVII secolo dopo la canonizzazione, venne dedicata anche a sant’Atto, abate di Vallombrosa e successivamente vescovo di Pistoia.

 

Chiesa abbaziale – Annunciazione

 

Il Chiostro. Venne realizzato a partire dal 1470 su disegno di Jacopo Rosselli . E’ simile ai numerosi chiostri realizzati in Toscana nella seconda metà del Quattrocento. Il chiostro venne terminato nel 1483 e subito dopo venne chiamato Filippo di Antonio Filippelli a dipingere le pareti interne con la Vita di san Benedetto, gli affreschi rappresentano la vita del santo dal momento in cui lascia Roma al momento della morte. Purtroppo gli affreschi vennero rovinati nel 1734 quando venne deciso di ricoprirli con una imbiancatura a calce. Solo all’inizio del XX secolo vennero riportati alla luce e restaurati.

 

Dal Chiostro al Refettorio.

 

La sala del Refettorio venne realizzata durante i lavori del XV secolo. La sala è lunga 17,40 metri, larga 10,50 m e alta 8,50 .

 

Nel 1476 per dipingere l’Ultima Cena venne chiamato Domenico Ghirlandaio, allora ventisettenne, ma già pittore di fama, che si fece aiutare dal fratello David. Dei lavori dei Ghirlandaio a Passignano ha scritto anche Giorgio Vasari e nel libro della contabilità del monastero si leggono i compensi percepiti dai due fratelli oltre ai materiali usati e chi li forniva.

La Cucina. Tra gli ambienti di servizio del monastero, da vedere con curiosità, è la cucina medievale che non fu toccata dalle ristrutturazioni ottocentesche.

 

La Cucina. La tavola, al centro della sala, risalente al XVIII sec., è realizzata da un piano con un’unica lastra di pietra.

 

La Cucina. Il focolare è formato da una cappa sorretta da un architrave in pietra scolpita che poggia su due robuste colonne in pietra.

 

Dal chiostro verso il giardino.

 

Nel giardino abbiamo potuto vedere il Castello che si stava colorando del rosso tramonto ad ovest.

 

Nel bel giardino all’italiana, tra le aiuole e le mura arriva la luce di un colorato tramonto invernale.

 

La vasca dove si rispecchiano le mura dell’Abbazia.

 

Dal lato opposto ecco il tramonto che si sta accendendo.

 

Il tramonto infuocato nel bel giardino dell’Abbazia verso la cinta muraria.

 

Le ultime luci fra la Limonaia e il giardino.

 

Qui si è chiusa la nostra visita. A dire il vero io conoscevo abbastanza il complesso monastico dato che nel 1997 ho avuto la possibilità di fare una delle mie prime mostre personali in Toscana. Devo dire che con una guida esperta potremo meglio apprezzare e comprendere l’opera d’arte nel suo insieme. A tutti coloro che avranno le possibilità dico di andare vedere queste straordinarie bellezze del nostro incommensurabile patrimonio artistico toscano e italiano e contribuire a tenerle in vita e in visione perchè arte e bellezza  ci aiuteranno a vivere meglio la nostra piccola vita.

La Fotografia della Toscana – mostra fotografica Chiostro della Badia di Passignano – giugno 1997

 

La Fotografia della Toscana – mostra fotografica Chiostro della Badia di Passignano – giugno 1997.