5
Gennaio
2026

La nevicata del secolo all’ Antella del 05 gennaio 1985

I bollettini dei giornali dell’edicola in Piazza Peruzzi

Quella mattina del sabato 5 Gennaio 1985, all’Antella come a Firenze e come in gran parte d’Italia ci svegliammo con un grande manto di neve che ricoprì strade, piazze, monumenti e la nostra bella campagna.Furono calcolati che caddero circa 40 centimetri  di neve. Fu un evento meteorologico eccezionale che creò forti disagi al traffico, incidenti stradali, rotture di tubature dell acquedotto, caldaie in blocco. Fece morire tantissime piante di ulivo ed altre specie arboree. Alcuni giorni dopo l’ abbondante nevicata, la temperatura scese ai  -23,2 gradi e fece sì che, la neve caduta si trasformò in lastre di ghiaccio tanto che lo stesso Arno divenne un grande fiume ghiacciato.

Via Brigate Partigiane e piazzale Coop

Veduta da via Togliatti

Via Brigate Partigiane, via dell’Antella e Sottoviali

A quell’epoca iniziava il mio percorso fotografico e ricordo che dopo l’uso di una fotocamera Praktica MTL3, approdai, attraverso l’acquisto da un caro amico, alla mitica fotocamera reflex A1 Canon corredata

di due obbiettivi fissi, un 50 mm., un grandangolo 28 mm e uno teleobbiettivo zoom 70-210 mm. Le foto di allora erano diapositive Kodak Ektachrome 100 Asa. Con questa attrezzatura riuscì a catturare questo eccezionale evento quel giorno e i giorni seguenti .

Piazza Peruzzi con la distesa di neve di fronte ai negozi. In piedi davanti alla pasticceria, Francesco Serni , titolare del negozio alimentari accanto.

Via Pulicciano

Casa in via Ubaldino Peruzzi

Mia figlia Lisa in via Ubaldino Peruzzi

Lisa

Via Ubaldino Peruzzi

Via G.Mazzini

Alessandro Mugellini in via Mazzini

Veduta da via di Belmonte

Panorama dell’ Antella da via di Belmonte

La discesa innevata verso il paese dalla Fattoria di Belmonte

Olivi in via Belmonte

Via Belmonte

Via di Pulicciano

Via di Pulicciano , salita verso Croce a Balatro

Via di Picille

L’ospedale di Ponte a Niccheri. In parallelo l’Autostrada A1 e da notare la montagna di neve in fondo al rettilineo

Villa Pedriali

Via dell’ Antella di fronte alla Coop. In alto a sinistra la collina di Belmonte

Via dellAntella di fronte alla Coop

Sul ponte di Via di Pulicciano e il torrente Isone ghiacchiato

Il campanile innevato

Il monumento ad Ubaldino Peruzzi

Particolare della statua di Ubaldino Peruzzi che sembra essersi messa un vestito da ballerina

Ragazzi davanti alla statua: da sinistra con il pugno alzato Daniele Bini,  Sauro Venni, Giuseppe Grisieti, Andrea Ranfagni, Franco Calosci. Sotto da destra : Alessandro Mugellini, Paolo Berlincioni, Valerio Goli, Ciro Viggiano e ultimo in piedi Damiano Razzolini

Tra via di Montisoni e la piazza. Da sinistra: Marco Bencini, Valerio Goli, Franco Calosci e Andrea Ranfagni

Ingresso al Circolo Ricreativo e Culturale

Panchina e vasca del giardino

La copiosa neve ammanta il giardino del CRCA

Foto davanti alla vasca, da sinistra: Paolo Barbieri, Paolo Berlincioni, Alessandro Mugellini, Giuseppe Grisieti, Valerio Goli, Franco Calosci e Sauro Venni

Riflessi della vetrata

Nel parcheggio CRCA; da sinistra: Valerio Goli, Franco Calosci, Paolo Berlincioni, Sauro Venni, Paolo Barbieri e Alessandro Mugellini

Ai campi sportivi

IL GIORNO DOPO

Via P.Togliatti

Via P.Togliatti

Mia moglie Manuela davanti a casa

Manuela

La neve un pò è scomparsa nei campi

I bambini con lo slittino nel futuro parco della Resistenza

Giochi sulla neve dei bambini

Lisa con un pupazzo di neve

Barbara Becattini e Lisa con il pupazzo di neve

Quel tempo era ancora un mondo analogico, l’era digitale sarebbe arrivata nel decennio seguente; anche le macchine fotografiche erano nelle mani di fotografi professionisti, fotoamatori oppure coloro che le usavano a scopi scientifici-divulgativi. Per molte altre persone l’uso era riservato nel tempo delle loro vacanze. Ho chiesto a Silvano Guerrini , noto divulgatore locale ed Ispettore Onorario alla Soprintendenza dal 1984 al 2001 per il comune di Bagno a Ripoli se aveva qualche foto di quel tempo e mi ha concesso l’uso di tre sue foto, che ringrazio e che riguardano beni culturali di Antella; la zona dell’area archeologica dell’Antella (attuale zona artigianale) e la Fornace Casprini di via Torricella, ora area dismessa. Le foto sono state scattate il 10 gennaio 1985.

Area archeologica Antella lato Ponte a Niccheri, attuale zona artigianale.

Area archeologica Antella lato paese, attuale zona artigianale. Da notare, sulla sinistra, la sovrastante Autostrada A1 allora a due corsie

Fornace Casprini, ora area dismessa

Nel secolo passato si possono contemplare nella nostra penisola tre grandi eventi nevosi di portata storica. Nel 1928-29, il freddo si protrasse per oltre un mese e mezzo, da gennaio a metà febbraio, mentre nel 1956 si registrarono minime record come i -26,2°C ad Anzola dell’Emilia e i -21,8°C a Torino. L’inverno del 1985 portò a valori simili, con punte di -20°C in diverse zone della Pianura Padana o i -23,2 ° di Firenze Peretola.

La portata storica e climatica di questi eventi li ha resi riferimenti cruciali nella meteorologia italiana. Il 1928-29 e il 1955-56 sono spesso considerati i due inverni più rigidi del XX secolo, mentre il 1984-85 è ricordato per la famosa “nevicata del secolo” che paralizzò Milano. Alcuni di questi episodi hanno persino ispirato la cultura popolare, come nel caso di Amarcord di Federico Fellini, che rievoca il grande gelo del 1929, o la celebre canzone cantata da Mia Martini ” La nevicata del ’56″  che racconta la straordinarietà di quell’evento meteorologico.

Ovviamente di questi tre eventi quella che del 1985 è la più documentata in virtù dei mezzi fotografici in possesso della popolazione.

Sono passati 41 anni da allora e mi viene di fare un’amara riflessione: la nevicata 1985 portò, naturalmente, notevoli disagi, cadute di anziani, difficoltà di spostamenti, qualche giorno con le case fredde per riscaldamenti in blocco. Per molti fu accettata come momento particolare, lo testimoniano queste mie foto: un evento eccezionale da vivere. Gli studenti non andarono a scuola, i bambini giocarono con la neve, gli adulti si adoprarono ad alleviare le difficoltà del periodo (ricordo bene gli scaffali vuoti dei negozi alimentari e della Coop dove mancarono quasi subito zucchero, sale ed altri beni di prima necessità). C’era una consapevole allegria di vivere un momento unico. Se capitasse oggi quell’evento sono sicuro che la prima cosa che vedremo sono le testimonianze dei nostri disagi sui social, sulle mancanze organizzative di enti ed istituzioni preposte agli aiuti e ai soccorsi. In parte sarà così ma non riusciremo ad assaporare più quella dimensione un pò goliardica che allora vivemmo. Sicuramente stiamo meglio di allora, possediamo molte “cose in più” ma siamo cambiati anche noi e forse non in meglio.